ANGHELU RUJU – LUOGHI DA VISITARE SARDEGNA

Uscendo dalla città di Sassari in direzione ovest, lungo la statale 291, si corre per una ventina di chilometri nel cuore della Nurra, fino ad incontrare la “Strada dei due mari” tra Alghero e Porto Torres: al bivio voltando a sud, in direzione di Alghero, si costeggiano i vigneti delle tenute Sella e Mosca, raggingendo poi, dopo alcuni chilometri, la necropoli preistorica di Anghelu Ruju.

L’importante sito archeologico, uno dei più vasti della Sardegna, è costituito da un complesso di 38 domus de janas, sepolcri ipogei scavati nella roccia e risalenti al Neolitico recente (IV-III millennio a.C.), formati da un unico ambiente o da più ambienti comunicanti, con ingresso a pozzetto o a dromus (corridoio), quasi sempre munito di gradini all’imboccatura. In alcuni casi i manufatti erano ornati da decorazioini con motivi sacri come corna (tomba XXVIII) e protomi taurine (tomba A) simbolo dell’animale che rappresentava la divinità maschile e ne caratteizzavano l’utilizzo quali luoghi di culto.

Il nome popolare de le domus de janas significa letteralmente “case delle fate”, ma in realtà si tratta di ambienti sepolcrali ipogei scavati nella roccia dalle popolazioni vissute in Sardegna in epoca neolitica, tra il V e il III millennio a.C. Le tombe, che spesso formano vaste necropoli, hanno planimetria semplice o articolata in numerosi vani, variamente disposti attorno a un’anticamera e non di rado impreziositi da motivi iconografici, naturalistici o stilizzati, legati ad argomenti sacri o al culto dei morti.

 

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