CASTELSARDO – LUOGHI DA VISITARE SANTA TERESA DI GALLURA

Castelsardo, avamposto costiero della regione chiamata Anglona, che si proietta nelle acque del golfo dell’Asinara con una rupe trachitica sui cui fianchi dirupati è arroccato il borgo fortificato, sviluppatosi all’ombra di una grandiosa fortezza tenuta a battesimo dai Doria agli inizi del XII secolo (la miglior vista dello sperone roccioso si ha dal lato che guarda verso Porto Torres).

La memoria collettiva associa il nome del paese ai graziosi cestini realizzati dalle donne del posto intrecciando foglie di palme selvatiche, tradizione secolare qui consacrata con la creazione di un’istituzione più unica che rara, il Museo dell’intreccio mediterraneo, alloggiato nel castello posto sulla sommità della rupe. Ai piedi del castello, sul versante settentrionale del promontorio, si è sviluppato un fitto borgo medievale difeso da potenti bastioni e inciso da ripide scale che collegano i vari livelli abitativi sui quali è distribuito, con numerosi edifici di pregio, sia civili che religiosi: i primi sono rappresentati soprattutto dalla Casa comunale, annunciata da un arioso porticato gotico, mentre i secondi si esprimono in due chiese che offrono parecchi motivi d’interesse.

A mezza costa, in scenografica posizione a picco sul mare, un campanile in trachite di foggia aragonese annuncia la cinquecentesca cattedrale di Sant’Antonio Abate, su uno sperone di roccia leggermente discosto dal tessuto urbano: tra i ricchi arredi dell’interno il retablo della Madonna col Bambino e sei angeli musicanti, realizzato da un ignoto artista locale cui è stato attribuito il nome convenzionale di Maestro di Castelsardo, attivo tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento.

Meno appariscente della cattedrale è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, appena al di sotto del castello, di epoca medievale ma rinnovata nel Seicento: essendo priva di facciata vi si accede dal fianco destro, per ammirare soprattutto il crocifisso ligneo trecentesco del Cristo nero, detto lu Criltu Nieddu. Il Lunedì Santo dalla chiesa parte la suggestiva processione detta appunto Lunissanti, che la mattina all’alba sfila portando i simboli della passione, morte e deposizione di Cristo fino alla chiesa di Nostra Signora di Tergu (a 8 chilometri di distanza), e a sera inoltrata fa ritorno in paese snodandosi per le vie del centro storico illuminato soltanto dalle fiaccole, dai ceri e dalle lampade a olio dei fedeli, fino a Santa Maria delle Grazie, dove viene celebrata una messa solenne.

 

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