GALLURA, ANGLONA E NURRA – LUOGHI DA VISITARE SANTA TERESA GALLURA

Denominazione storica della zona nord-orientale della Sardegna, che si vuole risalga addirittura ai Fenici – se è vero che nel toponimo Gallura si ravvisano parentele con l’ebraico Galil, forse per la morfologia del territorio, che ricorda la Galilea – la regione rappresenta una sintesi delle bellezze naturali dell’isola, con il suo mare, le isole, i rilievi montuosi e le lande desertiche dell’interno.

A proposito di queste ultime, Elio Vittorini annota: “l’impressione dell’altipiano di Gallura si precisa nel senso di una maggiore prossimità alla sorgente solare.

Nell’aria ce n’è l’odore: del sole. Di fuoco puro, privo d’ogni acredine di combustibile. E di pietra secca. Ma di brughiera anche. E di spoglie di serpi. Odore di Sardegna…”.

Un odore inebriante come i colori che si susseguono lungo le sue coste, e poi ancora verso l’Anglona, la Nurra, fino all’Asinara. Ovunque, come gli anelli di un albero, è leggibile la stratificazione storica di queste terre, dalla civiltà nuragica all’epoca punica, dal mondo romano al Medioevo cristiano, dai genovesi alla denominazione spagnola, ciascun periodo con la sua specificità che si riflette nella vita, nella lingua, nei costumi e nelle tradizioni degli abitanti.

Su questo passato, fatto di tombe di giganti e di necropoli, di pievi romaniche e di architetture aragonesi, si innesta – in maniera a tratti stridenti – il paradiso dorato della Costa Smeralda, come l’improvvisa accelerazione di un mondo abituato a ritmi e cadenze millenari.

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