TRA SANTA TERESA E CASTELSARDO – LUOGHI DA VISITARE SANTE TERESA DI GALLURA

Da Capo Testa tornando indietro fino alle porte di Santa Teresa, si prende la litoranea – la statale 200 – in direzione di Castelsardo, distante una settantina di chilometri. Dopo un tratto all’interno la strada corre lungo costa fino all’altezza del porto di Vignola, staccandosi di nuovo per proseguire parallela al mare in un paesaggio a macchia mediterranea: numerose le deviazioni sulla destra, la prima per raggiungere la località balneare di Portobello di Gallura, poi l’insediamento turistico di Costa Paradiso e infine il monte Tìnnari con la sottostante baia dalle rocce color corallo, fino al bivio per Isola Rossa, un grumo di case bianche su rocce di porfido rosso cui fa eco la pietra dell’omonimo scoglio, di fronte al porticciolo.

Solitaria, ai margini dell’abitato, si erge impavida una torre di avvistamento spagnola che testimonia la necessità di un costante presidio contro le incursioni saracene. Dallo stesso bivio parte anche una strada sulla sinistra che sale al paese di Trinità d’Agultu, vero e proprio belvedere sul golfo dell’asinara, e quindi prosegue verso Aggius attraverso la Valle della Luna, composta da giganteschi massi di granito modellati dal vento a formare “orizzonti d’un paesaggio selenico”, per usare un’immaginazione dannunziana.Di notevole richiamo la Mostra del tappeto aggese, presso il locale Museo etnografico Carta Cannas (www.museomeoc.com), consacrata alla lavorazione di tappeti e arazzi, eseguita per tradizione con telai a mano.

Torniamo indietro fino a riprendere la statale 200, che superato l’abitato di Badesi ci porta in una ventina di chilometri a incontrare la statale 134. Prima di raggiungere Castelsardo, distante appena 4 chilometri, converrà compiere una breve deviazione sulla sinistra fino alla roccia dell’elefante, grande masso trachitico sul ciglio della strada, con tanto di domus de janas nella parte inferiore; da qui la strada prosegue in salita fino a Sèdini, e quindi raggiunge in aperta campagna la chiesa di San Pietro delle Immagini o del Crocifisso (Su Rughefissu) – con facciata a tre ordini composta da fasce alternate di calcare bianco e trachite bruno-rossiccia, eretta dai benedettini di Montecassino nel XII secolo e in seguito ampliata in forme pisane nel transetto e nell’abside, con un singolare intreccio fra elementi romanici e gotici: da questa chiesa proviene il gruppo policromo della Deposizione oggi parrocchiale di Bulzi, unico esempio sardo di scultura lignea romanica.

 

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