VILLASIMÌUS – LUOGHI DA VISITARE SARDEGNA

Da Muravera scendendo verso sud e superando la deviazione per la spiaggia di Colostrai con la scenografica torre Salinas, si raggiunge in breve la località di San Priamo, con la sua chiesetta settecentesca alta su uno spuntone di roccia; qui lasciamo l’Orientale Sarda – che prosegue in direzione di Cagliari – e voltiamo a sinistra per raggiungere la punta sud-orientale dell’isola, sulla quale sorge la celebre località balneare di Villasimìus.

Dopo 10 chilometri incontriamo sulla sinistra la strada per Costa Rei, splendido tratto di costa con lunghissime spiaggie circondate da un anfiteatro naturale granitico coperto di rigogliosa macchia mediterranea che arriva sovente fino al mare. Superata Cala Sinzias, che chiude a sud di Costa Rei, la strada corre all’interno affacciandosi di nuovo sul mare di fronte alla brulla e rocciosa isola Serpentara – il cui nome è tutto un programma – e proseguendo alta sulla linea di costa fino a raggiungere Villasimìus, con la sua sontuosa cornice di spiaggie, da Simius a Campus, da Capo Boi a Punta Molentis, da Porto Giunco alla spiaggia di Riso (oggi purtroppo mangiata dalle correnti prodottesi per l’antistante banchina).

Chilometri e chilometri di sabbia dorata e fondali cristallini, chiusi a sud dal profilo di Capo Carbonara, penisola oggi sottoposta a tutela quale area marina protetta. L’intera zona, abitata sin dall’epoca prenuragica, ha restituito reperti archeologici fenici, punici e romani, in molti casi provenienti dai fondali antistanti e oggi riuniti presso il locale Museo civico, nel cuore dell’abitato. Proteso per oltre 6 chilometri nel mare, all’estremità orientale del golfo di Cagliari, Capo Carbonara è a sua volta fronteggiato dall‘isoletta dei cavoli, uno scoglio roccioso circondato da affioramenti granitici che sembrano messi lì apposta per causare naufragi; proprio per scongiurarne il ripetersi nel 1979 fu collocata nel passaggio tra i due faraglioni dell’isola, a una profondità di 12-14 metri, la Madonna del naufrago, statua votiva in trachite alta circa 4 metri, realizzata dallo scultore cagliaritano Pinuccio Sciola. Essa è meta ogni anno – nella penultima domenica di luglio – di una partecièata festa popolare con processione di barche e preghiera subacquea a invocare la protezione celeste su questo tormentato braccio di mare.

 

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